Ragazzi, sdivanizzatevi

Ragazzi, sdivanizzatevi

L’idea

Tutto nasce dall’idea di una amica Professoressa di Educazione Fisica.
L’obiettivo è semplice da enunciare quanto complesso da ottenere: “motivare i ragazzi a muoversi di più nel quotidiano“.

I “ragazzi” in questione, qui, sono grandini. Sono tutti “cellularizzati” (come dicono loro) e proprio questo “aggeggio” (come dicono i genitori) è spesso il modivo della loro “divanizzazione” (come diciamo noi istruttori di Nordic Walking).
Non si tratta però, in questo caso, di spingerli a fare più sport o a correre una maratona… ma di scoprire che ci si può muovere di più e iniziare delle buone pratiche nel quotidiano, come ad esempio andare a portare fuori l’immondizia al posto della mamma, o aiutare i genitori a riordinare, scendere una fermata prima dall’autobus o fare il babysitter al parco ad un fratellino… ogni scusa è buona per accumulare passi.

Perchè non lanciare una sfida di gruppo, magari fra più classi, a chi totalizza più passi?

Gli strumenti

Dopo alcune ricerche la nostra scelta è caduta su una app contapassi: Pacer

Pacer è gratuito, istallabile su qualsiasi smartphone, abbastanza semplice da usare.

Vantaggi

E’ possibile creare, una volta fatto l’accesso a Pacer, un gruppo privato.

Possibile difficoltà:

E’ necessario che gli utenti facenti parte del medesimo gruppo accettino l’invito

o bisogna conoscere l’id (identificativo… vuole dire il numero attribuito ad un utente) di chi si vuole inserire.

Ipotesi di lavoro: avvio

  1. L’insegnante e gli allievi installano Pacer e vi accedono (così viene loro attribuito un id)
  2. l’insegnante crea un gruppo:
    – aprire Pacer e scegliere esplora
    – Scegliere Gruppi in alto a destra
    – Scegliere Crea
    – Impostare la Privacy su privato, premere ok (n. limite 40 membri)
    – Confermare creando il gruppo
  3. l’insegnante invita i suoi alunni o si fa consegnare da essi l’id e li inserisce. Può anche modificare le impostazioni del gruppo dal pulsante “Amministra”
  4. Ripete l’operazione per ogni classe che vuole coinvolgere.

 

 

 

 

 

 

 

 

“Raccolta passi”


A questo punto il più è fatto.
Ora tocca ai ragazzi verificare che Pacer sia attivo e ricordarsi di portare il telefono in tasca negli spostamenti quotidiani.
Pacer registrerà il numero di passi di ognuno e ogni ragazzo avrà la possibilità col passare del tempo di vedere quanti passi ha effettuato e alcune interessanti statistiche (interessanti in quanto potrebbero essere usate dall’insegnante per riflessioni e dibattiti).

Inoltre può vedere i passi giornalieri e mensili dei suoi compagni di gruppo (e solo i loro) avendo così un feedback immediato sulla media.

 

Attenzione: la versione free di pacer mostra solo il mese in corso.
Quindi sarebbe bene, ai fini di una sfida scolastica, considerare questo aspetto per decidere la cadenza con cui fare una raccolta dati su più classi e il momento in cui terminare il progetto.

 

 

 

Conclusione del progetto e possibili agganci interdisciplinari

A conclusione del progetto (o alla scadenza di ogni mese) l’insegnante, aiutato dai ragazzi, può trascrivere in un foglio di calcolo il numero totale dei passi dei membri di ogni gruppo.

Qui si apre la possibilità di chiedere una collaborazione agli insegnanti di matematica, statistica e informatica. Trovo interessante poter utilizzare dei dati veri, prodotti dai ragazzi, da elaborare ad esempio con un foglio di calcolo, fare medie e produrre tabelle.
E’ possibile anche lavorare con l’aggregazione dati per mettere a confronto i risultati di più gruppi e infine pubblicarli in un sito di classe o di istituto (così lavoriamo pure noi insegnanti del web).

Motivazione e premiazione

Do qui per scontato tutto il discorso sulla motivazione e sulla premiazione… scontato però non lo è affatto. Credo sia importante valorizzare ogni ragazzo quando decide di mettersi in gioco e “celebrare” i risultati di un progetto pluri-classe (o meglio pluri-squadra!) è essenziale. Ogni docente conosce meglio di me i propri ragazzi e le disponibilità dell’Istituto in cui lavora, quindi non suggerisco nulla in questa sede, limitandomi a ricordarne l’importanza.

Note finali

Ho scelto di testare per questo progetto uno strumento gratuito, usandone solo una parte, ovvero quella che garantiva la privacy del ragazzo e del gruppo.
Si tratta comunque di uno strumento che si collega alla rete ed è giusto insegnare ai ragazzi come farne un uso responsabile (ad esempio come ho descritto sopra).
Mi rendo conto che alcune funzioni sono limitate. Probabilmente la versione a pagamento permette una raccolta dati più semplice e ricca, ma la priorità era la gratuità.

Ringrazio la mia “famiglia di Intercultura” per aver testato con me questa applicazione: ho raccolto dati da Bologna, dalla Norvegia e dall’Indonesia! Mica male!
Sarei felice di conoscere se qualcuno in ascolto attuerà questo progetto e come si svolgerà…. quindi resto in ascolto anche io! Buoni passi a tuttti.