Il foglio liquido

Il foglio liquido

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<<BeA, quando sono davanti al compito in classe non capisco più niente, è come se il foglio diventasse liquido>>

No, non è uno scherzo, succede a molti ragazzi quando si sentono sotto pressione.

Cosa succede?

Tutte le loro energie vengono impiegate per gestire l’ansia e ne rimangono poche per le attività cognitive. Non sono impreparati sull’argomento, tantomeno stupidi!
Hanno però difficoltà a gestire la loro parte emotiva, come ci spiega la Psicologa Lisa Rimondi:

In età adolescenziale il cervello funziona con meccanismi diversi rispetto che negli adulti. Semplificando potremmo dire che un ragazzo si sente sempre sotto ai riflettori, come se un occhio di bue lo seguisse costantemente, come se fossero tutti lì per osservare proprio quello che fa lui e giudicarlo.

Cosa fare?

Lavorare quotidianamente con questo peso non è affatto semplice ed è necessario dare qualche strumento ai ragazzi per iniziare a gestire questo aspetto.
Ecco tre idee per muovere i primi passi in questa direzione:

  1. Respirare con l’accortezza che il tempo di emissione dell’aria super quello di immissione (es. 2 tempi in ingresso, 3 in uscita… proporzioni assolutamente personalizzabili!). E’ una tecnica per rilassarsi dai risvolti benefici.
  2. Immaginarsi un’armatura o un guscio di protezione, alcuni preferiscono uno scudo di luce, l’importante è prendere consapevolezza di potersi in qualche modo schermare e difendersi.
  3. Lavorare sull’autostima. Questo ultimo punto richede forse un aiuto esterno che può rivelarsi prezioso in un periodo di rivoluzione e sperimentazione del sé.

A tutti i miei ragazzi che “vedono il foglio liquido” suggerisco inoltre di trovare delle chiavi in relazione all’argomento che dovranno affrontare. Queste chiavi (giochi di parole, filastrocche, associazioni, ecc…) serviranno da salvagente e permetteranno di rimettere in modo il meccanismo cognitivo, sopostando su di esso l’attenzione, “dimenticandosi” così della pauraquel tanto che basta per affrontare il compito.